Tiger! Tiger!

Burning bright in the forests of the night

Q uesta notte ho sognato di camminare a fianco della tigre, forse quella che hai liberato tu, mamma, o quella che Chop, Smoke e Coal hanno inseguito fino a Leigh Woods, sempre che l'una e l'altra non siano lo stesso animale, sempre che ogni tigre non sia la stessa tigre.
Una macchia di vegetazione, un animale selvatico e il sacro distacco della mia compagna è diventato un istinto sanguinario. Mi chiedo se fosse quella la nostra meta, un coniglio, un pasto crudo e senza veramente cercare una risposta io e la tigre abbiamo ripreso a camminare nell'indifferenza per le cose umane, sazi e rapiti da una beatitudine ultraterrena.
AGENDA IMPERSONALE
NOVEMBRE
LA VISITA DEL DAIMON
Se l’immagine innata che sonnecchia in te non si riconosce nel posto che occupi nel mondo, allora lo struggimento presto o tardi annuncierà l'arrivo del tuo daimon, in visita come uno zio esotico dell’infanzia. Da quanto non succedeva? Probabilmente dall'adolescenza. Accoglilo, dunque, con i riguardi che merita. Lascia che ti parli, che ti travolga, che non ti faccia prendere sonno. In sua compagnia la tua immaginazione non si disseccherrà. Incamminati dove ti indirizza la sua voce, verso i frutti a cui sei destinato sulla Terra.

Nell'immagine: William Blake, "Newton" (1795)
OTTOBRE
DI TUTTI QUESTI IMBECILLI
È vero, internet ha dato diritto di parola anche agli imbecilli, una categoria da sempre relegata nei palinsesti televisivi o nelle pagine culturali dei quotidiani. Per l’Enciclopedia Britannica (da sempre un tuo riferimento nella comprensione del mondo), imbecille è colui o colei che nel manifestare una opinione suscita simultaneamente nell’ascoltatore: a) disapprovazione e viva indignazione; b) amarezza nel saperlo partecipe del genere umano; c) ostilità e un monito: taci, imbecille! In questo senso, più il contatto con i tuoi simili si amplia e maggiore è il rischio che tu stesso appaia imbecille. Internet, a dire il vero, ha reso l’imbecillità più popolare senza rendere il mondo più compassionevole.

Nella foto un graffito attribuito a Banksy
AGOSTO
L'ISOLA DI KRK
È compito di uno dei ciclopi che popolano questa terra quello di ricordarti che nessun uomo è un'isola. Qui c'è un detto: il migliore artista è l'artigiano più sapiente. La Croazia ha nostalgia delle sue ombre medievali, dell'alfabeto glagolitico, degli scultori anonimi che fissavano nella pietra santi memorabili. La marea cala e anche tu, straniero, presto capirai... Capirai che non esisteresti come ti conosci se qualcuno prima di te non avesse costruito queste strade e questi approdi. Capirai che ogni tua creazione appartiene agli altri quanto appartiene a te, perché la vocazione di ognuno partecipa indissolubilmente a quella di tutti.
LUGLIO
STAZIONE TOPOLÒ
Percorri a piedi queste vie accidentate cercando la "piazzetta". Uno dei quattordici abitanti del paese ti indica di scendere, ma quando lo hai fatto un secondo ti invita a risalire. Ti aggiri tra fienili abbandonati e ovili dove ronzano dei vivaci videoproiettori. Passi oltre l'Ambasciata Olandese quasi senza notarla. Soltanto verso sera ti rendi conto che la piazzetta non è la confluenza di strade che avevi cercato, ma una fontana che la simboleggia, un luogo dell'immaginario paesano dove gli abitanti si danno appuntamento. Allora ti chiedi se Topolò esista veramente. La questione dell'identità, diresti, si pone alla frontiera tra l'incerto e l'improbabile.

Stazione Topolò: qualche notizia in più >