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Frank Auerbach. Jake

© Frank Auerbach, Jake. Incisione su carta, 1990

Il tuo non è un nome di fantasia. È l’eredità anagrafica che hai ricevuto. Le otto lettere che lo compongono, in quella esatta successione (poche, e nonostante tutto un terzo dell’alfabeto), lo rendono insolito anche per la terra di confine dove sei cresciuto. Ti chiedi se l’estraneità che provi verso ogni luogo non dipenda da questo, se il tuo nome non sia un vuoto da riempire. Di sicuro, hai sempre scritto sul solco della tradizione e nella certezza che ai sensi manchi l’intensità percettiva dell’immaginazione. Lo hai capito per la prima volta molto tempo fa, passeggiando lungo Hungerford Bridge, un ponte pedonale sul Tamigi che oggi non esiste più. Mai come là, al centro del grande fiume, il mondo ti è sembrato popolato di vita invisibile.

opere

Cene al veleno, Effigie, 2020
Fulgore della notte, Adiaphora, 2019
Marbré (Mormora), "Venise Bouquins", Robert Laffont, 2016

premi

Finalista della VI edizione del Premio Italo Calvino

creativitÀ & storytelling

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L'autore è rappresentato dall'agenzia letteraria GILAMAGENCY di Giovanni Lamanna.