Romanzo

fulgore della notte \ adiaphora edizioni

Tony Bevan. Head Horizon

© Tony Bevan, Head Horizon. Carboncino su carta, 1997

Un professore di letteratura inglese, una veterinaria animalista, due gemelle adolescenti unite dalla passione per la musica. Tra il rigore delle abitazioni georgiane e l’odore dell’edera, un incendio fa scivolare nella realtà la sinuosa figura di una tigre, spalancando le porte a scenari fantastici e perturbanti.

Passato e presente si intrecciano nella simbologia della specularità. Inizia la caccia al grande felino. Inizia il percorso parallelo di un padre che scappa e di una figlia che lo cerca, che cerca se stessa… Un viaggio fatto di incontri con personaggi eterei, in equilibrio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, l’ineffabile e il reale. Un cammino esistenziale, fisico, letterario, con incursioni nel poetico. Un romanzo composito, che invita a lasciare andare gli ormeggi della ragione per abbandonarsi al dominio del possibile.

D’un tratto, i fatti hanno trovato un ordine. Magari poco plausibile, magari irragionevole. Ma non è questo che accade sempre quando ci sono di mezzo gli esseri umani?
ADIAPHORA EDIZIONI

2019, pp.214
ISBN 978-88-99593-22-3

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incipit

prima parte
wilson attraverso i muri

I fatti di Bristol cominciano qui.
Nel salotto si fronteggiavano poltrone dalle stoffe broccate, a righe o a quadri. Affiancate da bassi tavolini di legno scuro abitati da abat-jour e piante ornamentali, come uno spatifillo o una gardenia, oltre che da vassoi ricolmi di pot-pourri e cammei di ceramica dipinta.
Rachel scostò la mano dallo schienale del divano, che le assicurava un po’ di equilibrio, e si avvicinò alla credenza nell’angolo, tra due finestre. Prese da un cassetto una scatola di latta e tornò a sedere, minuscola nella grande poltrona di velluto scuro. Le mani tra le pieghe del vestito e, tra quelle mani, il viso di un uomo dai baffi a manubrio sormontato dalla scritta dorata Dr Martens. Tutto ciò che per Rachel poteva avere un valore si trovava in quella credenza. Gordon lo sapeva e, quando lei gli offrì la scatola, l’accettò con sospetto.
Che cos’è? chiese.
L’eredità del tuo bisnonno, disse con semplicità Rachel.
La scatola doveva avere più di un secolo, almeno a giudicare dall’abbigliamento dell’uomo che occupava l’intero lato sinistro del coperchio, il Dr Martens, dal severo spirito ottocentesco. All’interno della latta l’eredità del bisnonno oscillava rumorosamente e questo fece pensare a Gordon che non si trattasse di niente di importante, niente di serio. Il genere di eccentricità che il peso della sua cultura avrebbe facilmente reso inoffensivo.
Dovresti darla a Liz, disse tentando di restituirla.
Cara Liz. Rachel rise. Lo sapevi che, per prima cosa, ogni mattina si preoccupa di scoprire se sono morta nel sonno? Naturalmente con lei sono stata chiara. Non è una sua responsabilità trovarmi morta. Tua figlia, però, non vuole sentire ragioni. Intende assicurare a tutti la salute o, nel caso, una degna sepoltura.
Gordon seguì le evoluzioni del vapore che si librava dalla teiera, finché non si dissolse nell’aria in quello che gli era sempre parso un gioco di prestigio.
Lo sapevi che Sidheag va a letto con due ragazzi? chiese Rachel.
È Liz che ti racconta queste cose?
A chi altro dovrebbe raccontarle? Parlare con te sarebbe una perdita di tempo. Ho sperato in tua moglie, ma anche lei mi ha delusa. A proposito, che cosa sta facendo Una?
È a Brean, rispose Gordon, per lo spiaggiamento di non so quale cetaceo.
Intendo dire che cosa fa per Sidheag.
Una è un veterinario, nonna. Si accorgerebbe di Sidheag solo se si spiaggiasse a Brean.
Oh, sentilo! esclamò Rachel scandalizzata, picchiettando con un dito sul bracciolo della poltrona. Tanti colpetti ritmici, come a voler calmare un animale in preda al nervosismo.

extra

omaggio a gordon wilson

Amato mio,
Professor Wilson,
È dai tempi della scuola
Che vesto ogni voce sospirante
Con i tuoi abiti piagati dall’uso
E incontro i tuoi calzoni
In giambiche apparizioni
Lungo sbiaditi corridoi di college.
Traccia odore
Macchia incancellabile,
La tua amorevole disillusione
Per la poesia
Conserva nella purezza
Della mia età di vergine
L’ebbrezza di un excursus letterario
In terra straniera.
Che cosa provavi per me? Mi chiedi.
Ah professore,
Una minacciosa mancanza di pudore!

versi (nel romanzo) tradotti dall'autore

L’abisso che ha inghiottito il sole è accerchiato
Dalle più nere cortine di una nube cinerea
Simile a un orizzonte di monti ammantato –
Si espande, però, e ascende sempre meno aerea,
In vetta uno squarcio azzurro mare
Che la stella della sera attraversa e fa brillare.

The chasm in which the sun has sunk is shut
By darkest barriers of cinereous cloud, Like mountain over mountain huddled – but
Growing and moving upwards in a crowd,
And over it a space of watery blue,
Which the keen evening star is shining through.

da Percy Bysshe Shelley, Evening: Ponte al mare, Pisa

Incontrai una dama nei prati,
fulgida bellezza - la figlia di una fata,
la sua chioma era lunga, il suo piede leggero
e la sua vista ammaliata.

I met a lady in the meads,
Full beautifull - a faery’s child,
Her hair was long, her foot was light
And her eyes were wild.

da John Keats, La Belle Dame sans Mercie

Tigre! Tigre! che brilli e bruci
Nelle foreste senza luci

Tyger! Tyger! burning bright
In the forests of the night

da William Blake, The Tyger

Dissolvere nelle lontananze, svanire e tutto scordare
Quello che tra le foglie tu non hai mai conosciuto

Fade far away, dissolve, and quite forget
What thou among the leaves hast never known

da John Keats, Ode to a Nightingale

Dio del meriggio!
E del tramonto e dell’aurora!
A te la mia anima è volata,
E il mio corpo a terra è ancora

God of the meridian!
And of the east and west!
To thee my soul is flown,
And my body is earthward press’d

da John Keats, God of the meridian